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STORIA DEGLI IMPIANTI DI LIMONE

Aggiornato 15 Ottobre 2007


  In questa pagina intendiamo fare una carrellata sulla gloriosa storia degli impianti di risalita di Limone Piemonte, poichè  senza conoscere il passato non si può neppure pensare a costruire il futuro! Non abbiamo la pretesa di trattare tutti gli impianti che negli anni si sono succeduti a Limone, ma trattare almeno i più significativi. Scusateci fin d' ora se vi saranno alcune imperfezioni, ma la mole di dati da cui si è partiti era davvero imponente!

(Si ringrazia Marco Bellone e l' archivio-LIFT per le foto e il libro "Sci e Turismo a Limone Piemonte" di Mauro Tosello per gli spunti storici)


Ecco l'elenco degli impianti in questione, clicca sul nome che ti interessa o scorri la pagina per vederli tutti!

Slittovia "COL DI TENDA" (1937)
Slittovia del "SOLE" (1938)
Seggiovie del "CROS" (1948-1952)
Seggiovia monoposto del "SOLE" (1959)
Seggiovia "ALPE DI LIMONETTO"(1970)
Sciovia "MARMORERA" (1957)
Sciovia "ALPETTA" e seggiovia a.a. "ALPETTA" (1961-1971-1994)
Sciovie "PANCANI" e "PIAN DEL LEONE" (1963-1970-1980-2005)
Funivia "LIMONE-LAGO TERRASOLE" (mai realizzata)
 

 » Slittovia "COL DI TENDA" (1937)

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Iniziamo con quello che è in assoluto il primo impianto a fune di Limone Piemonte: la SLITTOVIA del Col di Tenda. A Limone si sciava già dai primi anni del secolo scorso. Limone era con Bardonecchia la prima località sciistica dell' Italia nord occidentale (la prima gara sciistica ufficiale risale al 1907), ma non aveva ancora realizzato nessun impianto a fune. Tre amici di Cuneo decisero allora che era tempo di cambiare e con tanta voglia di fare e un iniziale capitale iniziarono a gettare le basi di quella che oggi è la Riserva Bianca. Il primo tassello fu la costruzione nel 1934 del piccolo rifugio in legno "Tre Amis" a Cima Gherra, dove fino a qualche anno fa arrivava l' omonimo skilift. A quel punto però serviva un mezzo di trasporto idoneo per raggiungerlo e per abbreviare la salita di quasi 700 m di dislivello che lo separava dalla strada statale del Col di Tenda. Si decise allora di realizzare lo "slittone", una specie di slitta collegata ad un argano capace di farle superare il dislivello e portare 12-15 persone alla volta in quota. Fu così che nel 1936 i "Tre Amis", il ragioniere Amilcare De Carli, Umberto Gandolfo (detto Nicolin) e l' Ingegner Stefano Beccati, insieme ad altri soci, costituirono la FU.LI.SA. (Società Anonima Funivie Limone Piemonte) con un capitale sociale iniziale di sessantamila Lire. L' argano viene fuso presso la ditta Bonelli di Mondovì e le attrezzature di comando vengono affidate alla ditta Agudio.

I lavori procedono a ritmi serrati, non senza qualche imprevisto, quando ad un certo punto, l' argano, del peso di circa 1 tonnellata, a metà salita spezza i tiranti e rotola nel greto del Vermenagna. Si dovette quindi procedere ad una nuova fusione e ad un nuovo traino!

Lo slittone era composto da 3 sedili paralleli e da altri 3 scomparti per posti in piedi e sci: prima e seconda classe...ma chi prima arrivava, meglio alloggiava! I posti erano 12, ma stringendosi si riusciva a starci anche in 15 o 20!!

La seconda guerra mondiale provoca molti danni allo slittone del Col di Tenda e bisognerà attendere il 2 Marzo 1958 perchè, sullo stesso percorso, nasca lo skilift "Gigante", realizzato dalla società "Tre Amis" nata dalle ceneri della FU.LI.SA.. Poco dopo viene costruita una manovia diesel che collega l' arrivo dello skilift con Cima Gherra e viene battezzata "il Fùrius".

 

A sn il primo rifugio "Tre Amis" A Cima Gherra; a dx la slittovia

Altre 2 immagini dello slittone

 

 

Lo skilift "Gigante" che sostituì nel dopoguerra lo slittone

La cartolina d' invito per l' inaugurazione dello skilift "Gigante"


 » Slittovia del "SOLE" (1938)

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Il 31 Dicembre 1938 entrò in funzione una seconda, più corta, slittovia con motore a nafta che partiva da Campo Principe (1030 m) per arrivare a cima Feit (1300 m circa) con un percorso di 550 m. Venne realizzata dai signori Fusina e Lorenzi di Ventimiglia e, a differenza dell' altra, era dotata di 2 slittoni ciascuno con portata di 12 persone. Questo impianto viene sostituito il 2 Dicembre del 1947 da un' altra slittovia più lunga che giungeva fino alla Casetta Rossa e che permetteva di tracciare 3 piste di discesa di varia difficoltà. L' ultima slittovia limonese cessa l' attività nel 1954.

La slittovia del Feit


 » Seggiovie del "CROS" (1948-1952)

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Nel 1947 si costituisce a Cuneo la S.A.C.I.T. (Società Anonima Cuneese Industrie Turistiche) che nello stesso anno inizia i lavori per una moderna seggiovia dal Ponte Nana alle Maire del Cros a quota 1493 m. Nel 1948 il primo impianto a fune aerea di Limone  e della provincia di Cuneo è pronto e in 14 minuti, coprendo un dislivello di 450 m e un percorso di 1600 m, portava gli sciatori nella splendida conca del Cros dove all' arrivo vi era solo una baracca di servizio.

Nel 1952, visto il crescente successo, viene costruito un secondo tronco che conduce nell' alto vallone del Cros fino a quota 2060, che permise di ampliare le piste di discesa in modo da consentirne l' omologazione per la FISI. Nella sua interezza di tracciato, benchè in 2 tronconi, si trattava di una delle seggiovie più lunghe d' Italia!

Nel 1953, sempre nell' ottica di ampliare e migliorare il servizio offerto, viene edificata Capanna Chiara, così chiamata in onore della figlia dell' Ing. Franzi, uno dei maggiori azionisti della società.

Il secondo tronco della seggiovia del Cros però, forse per una scelta del tracciato non troppo felice, dopo 6 giorni di neve consecutivi e con circa 13 metri caduti, venne colpito da una disastrosa valanga che ne distrusse numerosi pali. Da quel momento non fu più ricostruito. Col materiale recuperato si costruirà nel 1957 un piccolo skilift nella zona del Marmorera, sostituito poi nel 1961 con un altro dal percorso più lungo e ardito.

A sn la partenza del primo tronco al Ponte Nana; a dx l' ormai mitico cartellone pubblicitario del Cros

 

L' arrivo del primo tronco della seggiovia del Cros

La partenza del secondo tronco

 

L' arrivo del secondo tronco


 » Seggiovia monoposto del "SOLE" (1959)

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L' area del Sole ha avuto uno sviluppo più travagliato perchè, una volta dismessa la slittovia del Feit, come vedremo dopo, si pensava ad un progetto molto più in grande stile, ma poi, anche per motivi economici, si decise di realizzare una seggiovia per raggiungere gli splendidi pendii al di sotto della cima dell' Alpetta che si adattavano splendidamente alla pratica dello sci.

Fu così che, con la benedizione di Don Denina,  il giorno di Natale del 1959 si inaugurò la seggiovia monoposto del Sole. Un impianto della lunghezza di 1680 m, un dislivello di 482 che in 14 minuti portava dal Campo Principe alle Maire Buffe a 1527 m di quota. L' impianto era molto moderno per l' epoca con 2 motori elettrici indipendenti e con uno diesel di recupero. L' impianto era dotato anche di una stazione intermedia a 1/3 del percorso circa, in zona Casetta Rossa, all' incirca dove ora la pista che scende sotto l' attuale seggiovia piega per diventare uno skiweg.

Nel 1973 la seggiovia monoposto lascia spazio alla biposto che, sul medesimo tracciato, conosciamo tutt' oggi! Con questo impianto si schiudono allo sciatore le ampie distese del Pian del Sole, dell' Alpetta, dei Laghetti, del Belvedere, infrastrutturate via-via negli anni '60!

 

La stazione di partenza della seggiovia monoposto del Sole

 

L' arrivo della seggiovia monoposto del Sole

 

Visioni del percorso della seggiovia ( a dx poco dopo la stazione intermedia)


 » Seggiovia "ALPE DI LIMONETTO"(1970)

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La seggiovia biposto "Alpe di Limonetto" rappresenta un importante tassello nella nascita di quella che sarà la Riserva Bianca. Innanzitutto perchè nasce come la prima seggiovia "sci ai piedi" (su quelle del Cros e del Sole gli sci si portavano "in braccio"), poi perchè è la prima biposto, infine perchè apre le porte al Vallone di San Lorenzo, permettendo l' infrastrutturazione della terza porta di accesso alla Riserva Bianca: Limonetto.

L' iniziativa venne presa da Don Francesco Brondello, qualche anno prima promotore vicino alla cascata di Limonetto delll' Alpe di Papa Giovanni, che nel 1970, con la società ALPE DI LIMONETTO, inaugura la seggiovia, realizzata dalla Teletrasporti di Genova, e l' anno successivo le 2 sciovie a fune alta (modello Poma a frizione) "Pernante" e "Dell' Alpe".

 

A sn la seggiovia biposto "Alpe di Limonetto"; a dx le sciovie "Pernante" e "Dell' Alpe"


 » Sciovia "MARMORERA" (1957)

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La prima sciovia nella zona del Marmorera fu realizzata subito dopo aver smantellato il secondo tronco della seggiovia del Cros, ma quest' impianto, realizzato nel 1957 col materiale di recupero della seggiovia, non era particolarmente lungo e venne sostituito già nel 1961con lo skilift che molti sciatori limonesi ancora ricordano, per l' arditezza del percorso, specie la pendenza del secondo tratto, che anche a causa dei mezzi battipista di allora, era impossibile battere, creando una traccia di risalita molto spesso insidiosissima! L' impianto partiva in corrispondenza della partenza della vecchia seggiovia e con un percorso anche in curva, giungeva dietro ad un dosso, sulla sinistra dell' arrivo del terzo e ultimo Marmorera (quello ancora presente al Cros). Da quella posizione era possibile raggiungere sia la pista sulla destra, l' attuale "Marmorera", oppure, sganciandosi a sinistra, il cosiddetto "Gran Cros", bella pista impegnativa sotto l' incombente Cima della Fascia.

Il passo successivo si ebbe nel 1981, anno in cui il vecchio Marmorera venne sostituito da quello che conosciamo oggi, con un percorso sempre in curva, ma più spostato sulla destra e con una risalita meno ripida e senza intersezioni da parte dello skilift alla pista di discesa. L' impianto, seppur ancora in possesso di qualche anno di vita tecnica, è ormai fermo da quando si è deciso di chiudere gli impianti del Cros per motivi economici, di scadenze di vita tecnica e per problemi geologici dopo l' alluvione del 2002. Rimane però lì a testimoniare l' epoca gloriosa della nascita dello sci moderno a Limone e non solo!

 

A sn il "secondo" Marmorera; a dx la "terza" versione

 

A sn il rimando all' arrivo; A dx lavori di costruzione dell' "ultimo" Marmorera con l' ausilio dell' elicottero nel 1981

 

 


 » Sciovia "ALPETTA" e seggiovia a.a. "ALPETTA" (1961-1971-1994)

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L' infrastrutturazione di questa che rimane a tutt' oggi una delle principali aree sciistiche della Riserva Bianca risale al 1961 con la costruzione delle 2 sciovia in sequenza "Primo skilift o del Sole" e "Alpetta", entrambi di costruzione Poma con partenza "a frizione" ed asta rigida (gemelli del "Pernante" di Limonetto quindi). Il percorso del primo ricalcava grossomodo quello dell' attuale skilift, mentre la sciovia "Alpetta" aveva un percorso più centrale rispetto all' attuale pista, dividendola di fatto in 2 metà.

Dopo circa una ventina di anni si ripensa al percorso della sciovia "Alpetta", spostandolo più verso destra, per lasciare libera l' intera pista e rendere un po' meno difficoltosa la risalita, che comunque nell' ultimo tratto aveva pendenze non affrontabili da un principiante! Si cambia anche costruttore e da Poma si passa a Marchisio. La sostituzione dello skilift del Sole avviene invece nel 1976, sempre ad opera della Marchisio.

Nel 1994 si arriva a ripensare completamente la zona: si eliminano le 2 sciovie gemelle "Laghetti 1-2", si accorcia la sciovia "Alpetta" (con un arrivo a metà del muro dell' omonima pista) e si realizza quello che sarà il primo impianto ad agganciamento automatico della Provincia di Cuneo (e uno dei primi in Piemonte) e che rimarrà tale per molti anni: la seggiovia quadriposto "Laghetti-Alpetta" di costruzione Agamatic-Doppelmayr. Quest' impianto rappresenta per la società S.L.A.T. (proprietaria allora degli impianti del Cros e del Sole) uno sforzo economico ingentissimo (si parla di circa 5 Mld di Lire di allora), specie per un investimento senza sovvenzioni pubbliche, ma che fece fare un deciso salto di qualità alla Riserva Bianca!

 

 

 

Lo skilift "Pian del Sole"-prima versione: si noti che Punta Buffe non era stata ancora spianata

 

A sn il primo skilift "Del Sole"; a dx il primo skilift dell' "Alpetta"

A sn partenza e a dx arrivo della SGA4 "Laghetti-Alpetta"

Il percorso della seggiovia


 » Sciovie "PANCANI" e "PIAN DEL LEONE" (1963-1970-1980-2005)

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Già nel 1937 si era arrivati con lo slittone del Col di Tenda ad affacciarsi sul vallone Gherra e sulle sue immense possibilità di sfruttamento, ma è solo nel 1963 che la società TRE AMIS costruisce la sciovia "Renzo Pancani", dedicata ad un suo socio prematuramente scomparso, che raggiunge la quota più alta del comprensorio: 2120 m. e permette di sfruttare la conca sotto il Bric Campanin, sempre ben innevata fino a stagione inoltrata!

E' del 1970 invece la sciovia "Pian del Leone", come la precedente di costruzione Marchisio, e per l' epoca la più veloce della Provincia (3.25 m/s), che permette di avviare il collegamento tra il paese e Quota 1400 e Limonetto. E' di quell' anno infatti la creazione del primo skipass valido su tutto il comprensorio, senza più bisogno dei punti tessera! Nell' '80 la Leitner realizza per la società TRE AMIS il raddoppio di questa linea con la creazione della sciovia "Gherra" su un tracciato diverso, in curva, e con arrivo dove una volta sorgeva il piccolo rifugio "Tre Amis". Nello stesso anno si sostituisce la vecchia sciovia "Pancani" con una sciovia doppia (raddoppiata solo però nel 1983) sempre di costruzione Leitner.

Nel 2005 vengono eliminate tutte le sciovie e l' intera area viene infrastrutturata con una seggiovia quadriposto ad agganciamento automatico, la più lunga del comprensorio, di costruzione Leitner, che con un percorso leggermente diverso, valorizza ancora ulteriormente una delle aree più amate dagli sciatori limonesi.

 

 

A sn la prima sciovia "Pancani"; a dx la prima sciovia "Pian del Leone" e il primo "Pancani"

 

A sn la sciovia "Gherra";  a dx la sciovia doppia "Pancani1-2"

A sn la partenza; a dx la seconda parte del tracciato della nuova seggiovia "Pian del Leone-Pancani"


 » Funivia "LIMONE-LAGO TERRASOLE" (mai realizzata)

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Voglio dedicare quest' ultimo capitoletto di questa veloce carrellata sulla storia impiantistica limonese ad un' opera che non ha mai visto la luce, ma che ha visto spendere innumerevoli energie, oltre che montagne di documenti, anche perchè è un po' emblematica delle problematiche che negli anni Limone ha dovuto attraversare per svilupparsi: la funivia "Limone-Terrasole".

Si iniziò a parlare di quest' impianto appena finita la seconda guerra mondiale, perchè quei pendii appena sopra il paese erano troppo allettanti, ma il primo vero progetto risale al 1955, quando la concorrenza delle località emergenti della Val Susa, Sestrieres in primis con le sue 4 funivie, si faceva sentire. La società SLAT pensò allora di realizzare una funivia in 2 tronconi di 3500 m di lunghezza totali, 800 di dislivello, con una portata di 500 persone/ora e con cabine da 50 posti. Il tutto sarebbe stato corredato da un albergo-rifugio da 40 posti letto all' arrivo nei pressi del Lago Terrasole e da diverse sciovie verso l' Alpetta, il vallone Gherra, il Pian del Sole, etc.

Negli anni '50 e '60 si richiesero numerosissimi preventivi e si interpellarono le migliori ditte del settore, su cui tra tutte spiccava la Ceretti&Tanfani, ma quando si arrivava al dunque c' era sempre qualcosa che non tornava: o i conti (davvero esorbitanti per un' opera del genere), la poca compattezza del tessuto economico limonese nel sostenere, anche economicamente, quest' iniziativa, problemi di concessione dei terreni...Fatto sta che quest' opera rimase nei cassetti della società degli impianti e si realizzò invece la seggiovia del Sole di cui abbiamo già parlato.

Si può dire che solo nel 2006, con la realizzazione della cabinovia "Limone-Laghetti" questo sogno si è in pratica concretizzato!

 

 

Documento che attesta che la SLAT nel 1962 si era recata in visita a Megeve per visionare una delle funivie allora in funzione

 

Documento con cui la Ceretti&Tanfani richiede alla SLAT se è sempre interessata alla costruzione della funivia

 

"Incondizionato appoggio morale", ma niente soldi dal Comune!